Una maratona creativa

11 dicembre 2015 § Lascia un commento

Raccontare Pavia da non pavese.
Ci proviamo domani e dopo, in ottima compagnia.
Si comincia sabato mattina, un quarto a mezzodì, presso la Sala del Consiglio del Comune di Pavia, dove l’Assessore Angela Gregorini incontrerà gli autori.
Dal primo pomeriggio, visiteremo i luoghi della città in compagnia dei ciceroni, che racconteranno curiosità e storie di Pavia.
Domenica mattina, negli spazi di Labora – Coworking sociale, si scrive. Alle tre, presso la Nuova Libreria il Delfino, si legge. Conduce l’evento Francesco Pasquale.
I racconti saranno poi riuniti in un ebook scaricabile gratuitamente presso i canali internet del Comune di Pavia.
Io sono un po’ agitata.

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Tragedie & Altro

15 novembre 2014 § Lascia un commento

Prima Tragedie.
Segue Altro.

Tragedie.

25 dicembre 2002. Mancano una manciata di minuti all’una di pranzo e ancora Davide non scende. Suo padre guarda la tag con cui Davide ha impiastrato il muro di casa. C’è scritto maroooshh con le h che fanno un tutt’uno con la sottolineatura. Lo raggiunge un uomo in tuta scura, imbraccia un tubo che pare un lanciafiamme, parte dallo zaino e si allarga a imbuto come l’affare degli acchiappafantasmi. Davide! Urla suo padre. Davide non scende. Guardo l’uomo armato: spara sul muro un getto forte per cancellare marrooshh patendo dalle gobbe della m, dalla punta delle h; fa avanti e indietro di continuo, con un movimento orizzontale da mitragliatore esperto. Il padre di Davide impreca, l’uomo non sente, Davide non scende. Rispondo al telefono. Silvia caragna che la parrucchiera le ha tagliato i capelli come una vecchia, dice che quelle come lei, con i capelli crespi, non ci si mette un cazzo a invecchiarle di vent’anni di colpo. Siiiilvia, la chiamo con tono affranto, ma non le dico niente. Le racconto che il padre di Davide è incazzato nero per la tag, ma che Davide non scende. Lei è disperata. Mi allontano dalla finestra con la cornetta appesa all’orecchio. Affaccio l’orecchio libero sul corridoio per captare se in cucina qualcosa si muove, se abbiamo intenzione di andare a mangiare dalla nonna per esempio, o preferiamo crogiolarci nelle nostre tragedie.
Cosa fai te? Mi chiede Silvia tirando su col naso tra cosafai e te. Vado a mangiare da mia nonna, dico con tono ipotetico, ma sento mia madre che impreca al telefono. Chiedo subito a Silvia se mi sente, per coprire le urla di mia madre. Silvia non risponde, manda giù la saliva del pianto. Comunque Davide continua a non scendere, dico io. Mia madre urla al telefono che lei a pranzo non ci viene, che le dà il voltastomaco vedere suo fratello con il Rolex. Mio fratello fa scorrere la porta della stanza. Butta l’occhio al vetro. Mi fa un segno con la mano. Che cazzo succede? Che cazzo ne so. Faccio segno guarda e tocco il vetro con le nocche. Mio fratello si affaccia alla finestra. Chi è stato? Davide, dico, il fratello di quello che è andato X Factor. Mio fratello aggrotta le sopracciglia. Il piccolo dei Mainini, e da come glielo mimo sembra che Davide sia alto pressapoco come un comodino. Chiedo a Silvia di descrivermeli, questi ricci. Se glieli hanno fatti grossi e corti come Marylin oppure più raccolti, più da campagnola rumena granaio dell’URSS. Silvia caragna, dice che sembra un cane. La interrompo. intanto Davide è sceso in ciabatte, con i capelli legati e una fascia nera al polso. Suo padre lo afferra e lo piazza dietro all’acchiappafantasmi. Mio fratello ride, si siede senza staccare lo sguardo dal vetro, si accende una Muratti. Dalla cucina mia madre caccia un urlo perentorio: non se ne parla! Te li mando giù e io mi rimetto a letto. Noi? Chiedo io a mio fratello. A Silvia dico che una cosa positiva c’è. Ora di gennaio si saranno allungati di qualche millimetro, ci si abitua. Guardo mio fratello. Manda giù noi dalla nonna e lei non viene? Ripeto. Che fine ha fatto Davide? Fuori è rimasto solo l’uomo armato. Lo osserviamo. Ma mi stai ascoltando? Fa Silvia. Entra mia madre. In pigiama! Urla, sottointendendo siete ancora in. Mio fratello scatta come un elastico e fila in corridoio. Mia madre con una forza immane fa scorrere la porta fino a sbatterla contro lo stipite. La porta torna indietro. Sì, certo che ti ascolto Silvia. Dicevo, ai tagli ci si abitua, non è poi una tragedia.

Ora Altro:

Domani (domenica) ore 12.30 ci sono gli amici de La Balena Bianca a Bookcity a Milano:

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Domenica prossima (il 23 di novembre) ci sono Pippo Balestra e Stella littlepoints Venturo @Camaleonte music bar di Busto Arsizio (via Ippolito Nievo 27) dalle 18.30 in poi @POETRY OUT LOUD – tutto by 26per1Circolo Gagarin.

Raccontare Storie – L’ ebook

10 settembre 2014 § Lascia un commento

RACCONTARE STORIE è un laboratorio di scrittura che ho tenuto la scorsa primavera, in collaborazione con l’associazione 26per1, di cui faccio orgogliosamente parte.

RACCONTARE STORIE è ora diventato un ebook – liberamente scaricabile dal sito di 26per1 e per i più pigri direttamente a questo link. Per ora ha formato pdf, ma ePub e mobi arriveranno presto. I racconti che trovate all’interno sono stati scritti dai partecipanti e sono – manco a dirlo – tutti bellissimi.

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LOSTENFAUND

29 maggio 2014 § Lascia un commento

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Mi piace parlare bene delle cose buone, anche se parlarne male potrebbe essere più costruttivo. Lostenfaund è un progetto creativo che mette insieme la gente. Si leggono, ascoltano, riprendono storie ammassate in valigie tematiche che una sera si decide di vuotare. A Greenbox di Via Sant’Anselmo 25 (Torino) il prossimo Venerdì 30 Maggio dalle 22.00 tutti fanno tutto: pescano da una valigia di soli calzini e li mostrano al pubblico, ma in modo ordinato. E così un calzino sul naso, uno sull’orecchio, uno appeso al coccige (per chi è talmente preistorico da poterselo permettere). Un mercato di calzini altrui, letti da venditori di calzini davanti a gente scalza o spaiata. E, poiché un calzino resta un grumo se non si srotola per bene, Andrea Tomaselli e Valeria La Rocca li srotolano per noi. Gli altri, in silenzio, naso tappato, ascoltano.

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Qui sotto trovate la versione evoluta di un mio vecchio racconto che si chiama Duck Holiday e che si legge Venerdì a Torino (sì tiro fuori roba vecchia dai cassetti, è l’inizio della fine, va bene).

Eccolo qui, Duck Holiday.

È stato quando le ho chiesto quanti erano che Diana mi ha guardato. Non lo fa mai, non ce l’ha l’abitudine di guardarmi negli occhi mentre scopiamo. Li tiene aperti sulle cose attorno, tutte cose che non sono io; li muove a destra e a sinistra come biglie di vetro. Per un attimo penso a quegli occhi che non mi guardano. E se non fossero i suoi?, mi dico. E se qualcuno se li fosse scordati sul suo viso?, magari uno di quelli prima di me. Non faccio che cercarli, muovo la testa a piccoli scatti, li trovo per un attimo: poi li perdo, come un’occasione, di quelle che non tornano; e se così fosse?, perché dico, non so se ci riesco a scopare con una che non ha gli occhi da nessuna parte.

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La Casa dello Studente – reading & sound

2 marzo 2013 § Lascia un commento

conni

Dopo l’inferno di ieri torniamo alle atmosfere casalinghe de “il futuro è pieno di fiori”. Il reading musicato con il sound elettronico di Francesco Tosi. Questa volta protagonisti saranno testi nuovi (di cui un inedito) letti da me e Marconadrea Spinelli.

Dove? La location è d’eccezione: saremo infatti alla Casa dello Studente di viale Stelvio 57 a Busto Arsizio, che ospita ragazzi frequentanti scuole fuori sede ed è gestita dalla Cooperativa “Il Villaggio in Città”.

L’entrata è ad offerta libera e all’interno troverete un dolce buffet.

Vi aspettiamo stasera dalle 21h00

Il futuro è pieno di fiori

presso

La Casa dello Studente

di viale Stelvio 57 a Busto Arsizio (Va)

Coming soon, flowers.

21 novembre 2012 § 2 commenti

Con NoReply e 26per1 ci stiamo organizzando per dare il benvenuto a: Il futuro è pieno di fiori una raccolta di dieci racconti edita con NoReply nella collana Velvet, in libreria dal 28 novembre.

Sono dieci storie semplici che raccontano di personaggi molto soli, le cui vicende si interrompono bruscamente quando l’entusiasmo diviene incontrollabile.
La presenza dell’ambiente circostante è fondamentale e indifferente insieme: da esso i personaggi sono determinati e da esso le loro menti sfuggono.

Cerco di raccontare le cose come sono proteggendo i miei personaggi, rendendoli leggeri: nelle loro teste le cose vanno come vorrebbero e questo li rende in qualche modo ottimisti nonostante spesso gli eventi li contraddicano.
C’è uno scarto tra la realtà esterna e il vissuto interno, tra macrocosmo e microcosmo. Questo spazio è misterioso incomprensibile, un grumo di possibilità ma anche la certezza del vuoto.
È questa strana faccia della libertà che mi incuriosisce e che cerco di raccontare.

Porteremo in giro alcuni di questi racconti con letture di Marcoandrea Spinelli e la musica originale di Francesco Tosi nei dintorni di Milano. Appena capiamo per bene quando e dove, ve lo diciamo.

Titolo: Il futuro è pieno di fiori
Autore: Carolina Crespi
Editore: No Reply
Collana: Velvet
ISBN: 8889155701
Pagine: 140
Prezzo: 12 euro

L’illustrazione di copertina è della brava Angelica Lena.

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