Un altro lunedì

24 dicembre 2014 § Lascia un commento

Dilla, dilla – la poesia di Natale dilla! –  ti prego.

“Dico chi finirà all’Inferno:
I giornalisti americani,
I professori di matematica,
I senatori e i sagrestani.
I ragionieri e i farmacisti
(Se non tutti, in maggioranza);
I gatti e i finanzieri,
I direttori di società,
Chi si alza presto alla mattina
Senza averne necessità.

Invece vanno in Paradiso
I pescatori ed i soldati,
I bambini, naturalmente,
I cavalli e gli innamorati.
Le cuoche ed i ferrovieri,
I russi e gli inventori;
Gli assaggiatori di vino;
I saltimbanchi e i lustrascarpe,
Quelli del primo tram del mattino
Che sbadigliano nelle sciarpe”.

Così Minosse orribilmente ringhia
Dai megafoni di Porta Nuova
Nell’angoscia dei lunedì mattina
Che intendere non può chi non la prova.

Avigliana, 28 gennaio 1946
Primo Levi, Ad ora incerta

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Parlano

18 dicembre 2013 § Lascia un commento

C’è intorno una tale quiete che quasi si
può udire il tintinnare di un cucchiaino
che cade in Finlandia
[I. Brodskij]

Ma perché sempre dietro la mia parete?
Sempre dietro, le voci, sempre
quando scende la notte iniziano
a parlare, latrano o addirittura credono
che sussurrare sia meglio. (Mentre mi sento
questo filo d’aria fredda delle loro parole
che mi gela, che mi lega
e mi tormenta nel sonno).
Ai confini del circolo polare
una coppia piangeva nella sua stanza
oltre un muro trasparente, piangeva, luminoso
tenero come fosse la membrana di un timpano.
(Mentre io vibravo, cassa
armonica della loro storia). Fino a che a casa mia
hanno rifatto il tetto, le tubature,
la facciata, tutto, e battevano
ovunque, sopra, sotto, e battevano sempre
chiacchierando tra loro solo quando dormivo,
solo perché dormivo,
soltanto perché fossi cassa armonica
delle loro storie.

[Valerio Magrelli, Viaggio d’inverno in Esercizi di Tiptologia, Einaudi, 1992.]

Scale

28 novembre 2013 § Lascia un commento

Dura molto la salita da ubriachi
dura molto perché gira su se stessa,
è una salita ferma che si inerpica
e poi ricade, perché è questa
la salita da ubriachi: girano girano
girano intorno, avanzano e ritornano,
giusto che sia così, perché avanzare?
Dove comunque si dovrebbe andare?
A casa, sì, ma la casa
è una faccenda certa, perché mai
si dovrebbe andare in fretta? Esitando
sulle scale fatte apposta
fatte apposta
perché si possa
sempre
esitare. Voi capite
la salita è roba tosta, meglio invece circumnavigare
i primi tre gradini, qui c’è l’anima,
il resto sono scale.

[Patrizia Cavalli, In alto fino al sonno in Datura, 2013]

Restaurazione

20 novembre 2013 § Lascia un commento

A mattino inoltrato,
nel pieno procedere del giorno
ancora qualcuno si attarda nel letto,
segnato dall’ipnosi,
intento al restauro del sonno.
Come se si potesse riparare
la notte,
il vaso infranto,
la lesione del cielo.

[Valerio Magrelli, Nature e Venature, 1987.]

Piccole luci senza titolo

31 ottobre 2013 § Lascia un commento

Se io venissi a mancare a me stesso
è questo il mio turbamento.
Tempo d’evaporare poco a poco,
di perdermi nelle fessure del giorno
dimenticando così il mio pensiero.
A volte mi scopro nel silenzio
delle cose che ho intorno,
oggetto tra gli oggetti,
popolato di oggetti.
Dunque il dolore è metamorfosi
e le sue cause si susseguono
non viste mostrandosi
per quello che non sono.
Questo è anzi il primo dolore.
Gli occhiali allora andrebbero portati
tra l’occhio e il cervello,
perché è là, tra boscaglie
e piantagioni di nervi
l’errore dello sguardo.
Qui si smarrisce la vista
e nel suo andare alla mente
si corrompe e tramonta.
Come se traversando
pagasse ad ogni passo
il pedaggio del corpo.

[Valerio Magrelli, Ora Serrata Retinae, 1980.]

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