Piacere alle macchine

29 aprile 2016 § Lascia un commento

FORD 50,000 Employees of the Ford Motor Company, Detroit, MI 3453

«Gli operai ricurvi preoccupati di fare tutto il piacere che possono alle macchine ti demoralizzano, a passargli i bulloni al calibro e ancora bulloni, invece di finirla una volta per tutte, con quell’odore d’olio, quel vapore che brucia i timpani e l’interno delle orecchie attraverso la gola. Non è la vergogna che gli fa abbassare la testa. Ci si arrende al rumore come ci si arrende alla guerra. Ci si lascia andare alle macchine con le tre idee che restano a vacillare in cima alla testa, dietro la fronte. È finita. Dappertutto, quel che l’occhio vede e la mano tocca è duro adesso. E tutto quel che uno riesce a ricordare ancora un po’ s’è indurito anche quello come il ferro, e non ha più gusto quando lo pensi. Si diventa maledettamente vecchi in un colpo solo.»

[L.F, Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio, p. 253]

Piccole luci senza titolo

31 ottobre 2013 § Lascia un commento

Se io venissi a mancare a me stesso
è questo il mio turbamento.
Tempo d’evaporare poco a poco,
di perdermi nelle fessure del giorno
dimenticando così il mio pensiero.
A volte mi scopro nel silenzio
delle cose che ho intorno,
oggetto tra gli oggetti,
popolato di oggetti.
Dunque il dolore è metamorfosi
e le sue cause si susseguono
non viste mostrandosi
per quello che non sono.
Questo è anzi il primo dolore.
Gli occhiali allora andrebbero portati
tra l’occhio e il cervello,
perché è là, tra boscaglie
e piantagioni di nervi
l’errore dello sguardo.
Qui si smarrisce la vista
e nel suo andare alla mente
si corrompe e tramonta.
Come se traversando
pagasse ad ogni passo
il pedaggio del corpo.

[Valerio Magrelli, Ora Serrata Retinae, 1980.]

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag novecento su opzioniavariate.