Andrea, dalla finestra

5 novembre 2010 § Lascia un commento

Andrea, dalla finestra, ascolta l’acqua bagnare il selciato.
Infilarsi tra le beole del vecchio cortile, formare rigagnoli insistenti imprigionati nel labirinto di Pac Man. Un fiume tenace raggiunge la pozzanghera a destra. E il troppo respiro che s’apre l’annega. Rimbomba nella soffitta la canna dell’acqua che sciacqua il cortile. Caccia l’odore della neve giallastra e ravviva il grigio opaco di brina. Acqua stagnante e piscia di cane gelano insieme nel cocktail del sabato. La finestra aperta appena: l’aria fendente ti pugnala di fronte.
Ma Andrea ascolta soltanto, non vede.
C’è la parte bassa della tettoia che oscura la vista e costringe all’ipotesi.
Si chiede a che ora l’ora d’aria, ritengo
Lo guardo restando distesa sul letto: da lì vedo solo le spalle incurvarsi.
Sbircio dapprima da sopra il mio libro. Una mano a ravvivare i capelli corvini. Riprovo da sotto, il mio mento affonda nel collo di lana. Mi discosto di poco per raggiungergli il viso: ma lo scopro girato di sbieco, e lo sguardo rimane celato.
Mi chiedo che cosa si chieda, là fermo. A sprecare i minuti di un pomeriggio d’inverno.

« Leggi il seguito di questo articolo »

Ora semi felice (almost happy hour)

9 ottobre 2010 § 1 Commento

Tre e cinque e cinque e sei.
Giocavo con i fuochi.
Giocavo col fuoco.
Annoiato, dalla finestra del mio primo piano.
Carmen scodinzolava fra i tavolini del mio cinema, con sullo sfondo i taglieri dei salumi.
La volevo in primo piano, lei.
Sparavo a trecento e le vedevo le nocche delle dita, frenetiche in moto.
Gli stuzzicadenti sulle olive. Una freccia nel petto di Patroclo.
Il sangue sul tramezzino o la salsa sull’armatura.
Ben messa, nulla da dire.
E io un cretino con niente di meglio da fare.
Abitavo al primo piano di un condominio anni sessanta, grigio e traballante quanto bastava per non sentirsi al sicuro.
Il mio balcone ad angolo mi lasciava dominare Via Volta e Via Golgi, come un pirata della strada. Un autovelox per moderno piacere.
Cieco.
Ero frustrato e annoiato.

« Leggi il seguito di questo articolo »

i telegiornali di ieri

11 dicembre 2009 § Lascia un commento

non riusciamo nemmeno a incontrarci
due ore ferme a scrutarci
la fronte
le idee tra le rughe
stanche
davanti ai fatti
alla fine dei telegiornali

apro la porta a vetri di casa
e c’è solo il rumore del riscaldamento
un momento
e poi via di nuovo
me li farò raccontare domani
i telegiornali
di ieri

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag noia su opzioniavariate.