Le pantere sono rarissime

3 febbraio 2013 § Lascia un commento

Ieri sono stata a Cassano Valcuvia, in un circolo aperto da pochi mesi da un’associazione che esiste da tempo. Era una serata per Genova, portavamo a spasso un progetto per cui 26per1 si emoziona ogni volta. C’erano un mucchio di persone, le età si confondevano. Di media avevamo tutti la stessa età. Il posto era una lunga elle, uno stivale col bagno al posto del tacco. E sulla punta c’era un muro verdeacqua, e prima ancora un biliardino. Su quel muro erano stese le fotografie, gli scatti di un ragazzo che non c’è più di cui a sua madre ho dimenticato di chiedere il nome. C’era suo figlio però, un ragazzino che avrà avuto quattordici anni, non so bene. Non la so dare l’età ai ragazzini. Tra me, sua nonna e lui, avevamo tutti la stessa età. Le foto erano tante, sui tre lati della punta squadrata. C’era Genova calda e fumosa, sullo lo sfondo di corpi giovani, nudi. Il vigore delle schiene innaffiate dalla solidarietà degli abitanti al piano di sopra. Ho pensato a te, Stefano. Alle tue foto. Ai pannelli che abbiamo tenuto a Migrando, che abbiamo sistemato in piazza il 21 di luglio di qualche anno fa.

Anche noi abbiamo un amico, le fotografie di un amico che non c’è più, ho detto mentre la signora mi indicava una foto più grande delle altre. È un fotomontaggio ha detto lei, rispondendo alla foto che le parlava e non a me. Non è vero che non c’è più, ho detto. È il pannello che caricavano sul furgone in manifestazione, ha detto lei, vedi qui hanno fatto un ingrandimento. Siamo fortunate, ho detto io. Che le portiamo in giro queste persone. Sì sul furgone, ha rincarato lei. Ho annuito. Poi ho detto che avrei finito di vedere la mostra. Lei mi ha detto arrivederci. Io ho guardato le ultime foto, Stefano, ma non le ho viste bene. Sono andata al bancone e mi sono fatta dare un bicchiere d’acqua, l’ho bevuto tutto e ho raggiunto gli altri al tavolo. Davano un documentario sui puma, sui leopardi, sui ghepardi, sui giaguari. Le pantere no, le pantere sono rarissime.

 

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Celebrando Genova

8 novembre 2011 § Lascia un commento

La narrazione collettiva è ciò che cuce le persone l’una all’altra e le fa sentire abbastanza vicine da riconoscersi parte di una stessa maglia. L’aria, che tra un punto e l’altro si fa strada come tra il pollice e l’indice, dimostra la libertà di cui godono le parole in una storia.

Ogni storia ha il suo un cantastorie. La nostra narrazione collettiva ha trenta cantastorie, trenta racconti, che parlano di lei, ciascuno a modo proprio, con il suo timbro, le sue ossessioni, i suoi difetti, i suoi dettagli. Così abbiamo voluto dire di Genova. A dieci anni da quel luglio di sangue. Così abbiamo scelto di parlarne gli uni agli altri e di cullarci con l’elettronica.

Il reading è quello dell’ebook dal titolo “Per Genova, 10 anni dopo” (scaricabile qui), un progetto ideato e promosso dall’Associazione26per1 in collaborazione con i trenta autori che hanno risposto alla chiamata all’avventura apparsa mesi fa sul blog e un po’ ovunque in rete. L’obiettivo? Dare voce, spazio, aria. E cucirne una maglia. Qui dentro c’è anche una cosa mia. Che parla agli altri come gli altri scritti parlano a lei.

L’appuntamento è per venerdì 11 novembre alle ore 21.00 presso il Circolo Culturale Giuseppe Garibaldi – Cooperativa Arnatese in via Checchi 21/via Torino 64 a Gallarate (Va).

La partecipazione è libera, gratuita e dovuta. Come il ricordo.

Milano, i castelli, le zucche.

31 maggio 2011 § Lascia un commento

L’incantesimo s’è interrotto. Si rompe lo specchio, scocca la fine dell’ipnosi.

Succede che il fossato profondo chilometri tra il castello di gommapane e la gente-burattino si riempie d’acqua cristallina. Le persone si avvicinano. Senza sospetti, senza moderazione, senza voglia di pesare le parole, contrattare, compromettere, convenire. Bastano poche bracciate, le pinne tese, le idee chiare. Finché non si tocca la gomma del muro gonfiabile e la si buca con l’Opinel sporco. Il castello si sgonfia. Si sdraia sull’acqua, la gente vi siede, tergiversa in attesa, festeggia, riflette, propone, attende che il sole risorga di nuovo.

L’opinione è sempre politica. Non avere opinioni nuoce al paese, a se stessi, ai propri amici. Anestetizza, addormenta, placa.

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